Chi sono? Bella domanda...Se lo sapessi probabilmente sarei una divinità ...Perchè gli uomini non sanno mai fino in fondo chi sono ed è per questo che vagano alla ricerca di risposte. La verità è che l'io come unità inscindibile non esiste,ogni uomo è un universo, un cielo stellato, un 'infinità di anime e di possibilità .
Odio
I blog con i classici "odi et amo" che più che analisi introspettive sembrano liste della spesa.La tecnica del flusso di coscienza risultava astrusa persino quando era Joyce ad usarla pensa se ne abusa quell'illustrissima sconosciuta di Monia.E poi le cose che si "odiano" mal si prestano ad esser messe in fila in una colonnina.Le scoprirete da voi se in preda a deliri autodistruttivi verrete a leggermi.Ma per mantenere un brandello di rispetto per queste innocenti caselle farò un esame di coscienza.Che fà sempre tanto Freud.Tendenzialmente odio me stessa tutto il resto è conseguente.Chi mi fraintende,la falsità ,la mancanza di personalità .La Stupidità .Perchè se è concepibile che nella natura umana si insinui il male la stupidità no,è proprio inaccettabile.
Amo
Le persone di cui posso avere stima e quelle che nutrono stima nei miei confronti.Chi mi capisce.La mia famiglia.Scrivere(che è una terapia fantastica.Garantito.E poi io ho già un Nobel prenotato.Non lo sà ancora nessuno ma è cosi'.)I cibi molto poco salutari.Il caffè (bè qui si scivola nelle dipendenze...).L'ambizione sana.Le sorprese.Sentire il sole sulla pelle.I complimenti sinceri.L'Intelligenza.Chi ha carisma.Le moto.Gli attici in centro.Le stelle cadenti.Avere qualcuno con cui guardarle in silenzio.Il rosa.Psicanalizzare la gente(anche a costo di traumatizzarla...ed è successo...)Dire che sono piena di difetti.Una volta un amico mi disse che a suo parere era un vezzo delle donne intelligenti.Non è cosi'.E' onestà intellettuale.Un'infinità di altre cose.Ma anche queste le scoprirete.
Abbiamo finito per ora?
oppure è per sempre?
ci sarà qualcosa in futuro?
con noi dovrebbe
l'unica ragazza per me sei tu
non ci potrà mai essere nessun altra
se non avessi fede
ti lascerei perdere
così tante promesse nei tuoi occhi
che sembra che solo io possa vedere
mi chiedo sempre
se le tieni tutte per me
forse si
forse no
forse dovresti
probabilmente non lo farai
perchè ci saranno
ci saranno altri ragazzi
che ti bisbiglieranno nell'orecchio
diranno che porteranno via la tua tristezza
e le tue paure
potranno essere buoni e sinceri
potranno andare bene per te
ma non potranno volerti bene
più di me
io ci sarò sempre
fino alla fine
non posso fare molto
posso solo essere il tuo unico veo amico
fino alla fine
fino alla fine
le nostre vite da trascorrere
insieme fino alla fine
dei tempi
vedo ancora la promessa nei tuoi occhi
e mi chiedo ancora se è per me
ma so che sarà lì
anche mentre dormi
quindi ti dico, buona notte dolce ragazza
Uso troppe nominali.
Mi interessano più i soggetti delle azioni.
L'agire è spesso condizionato,talvolta manomesso,è modificato,smussato,colpito,afferrato.Tendo a far prevalere le circostanze sulle regole.E forse non me ne ero ancora accorta.
Mi innamoro più delle idee che degli uomini.Un pensiero è di per se immortale,intoccabile,irraggiungibile.E' inafferrabile,inarrivabile.Gli uomini sono corruttibili.Nel corpo.E nell'anima.
Mi piacciono più i gesti che i risultati.I rituali più del sottile plagio.I progetti più che i resoconti.
Ho sentito che.Le donne riconoscono "l'uomo giusto" rispetto ad un impercettibile segno che si crea sul volto come espressione di gioia.Leggere un uomo dal modo che ha di corrucciare la fronte,di dischiudere le labbra,di socchiudere gli occhi.Di arricciare il naso,puntare l'indice al mento,incrinare quelli sguardi fieri e dolcemente feroci.Ho pensato che è proprio come (in)seguire un sorriso.Come se dietro si cercasse una soave promessa di soave letizia.Ed è estremamente romantico.Ti frugavo addosso nell'inesausta ricerca.Addosso tra i colletti inamidati che volevo macchiare di rossetto orchidea.Quel profumo incantevole.
Andare incontro alla scia di un sorriso o di una goccia che ti sconvolge i sensi come aghi.
E' in fondo la stessa cosa.
Come salire sulla striscia dell'arcobaleno oltre la linea dell'orizzonte.
Mi porti in un posto diverso? Che sia lontano lontano ma sembri ad un passo.Che abbia la neve che cade lenta e silenziosa e spiaggie di spuma bianca come una sposa.Che abbia un tempo cadenzato piano.Meraviglioso.E un momento di riposo calmo e gioioso.Che abbia tanto sole per ogni serata serena e rischiari il giorno con la luna piena...
"...Io getterei questa,la mia
Come inutile buccia
E artiglierei l'eternità
Ma ancora ora ignoro
Quanto grande sia il solco di tempo che ci separa
E mi torturo come un'ape fantasma
Che lascia celata la sua puntura "
Chissà perchè dopo aver guardato Ozpetek (ergo tale frammento della Dickinson balena nella mente-acquario giorni addietro) cito sempre qualche poesia che ha,in un modo o nell'altro,a che fare con l'autunno..
che non brilla più nella memoria fare a gara a chi si sarebbe bruciata prima.
Non è vero
che sono caduti nell'oblio le deboli fiaccole di deboli desideri.La voce che chiedeva di essere tirata fuori.Ma anche no.Quel sottile struggersi come lama di rasoio.
Non è vero
che non si sentono più i rantoli e le urla soffocate.Quello sguardo torvo e sommesso.Di attenzione implorata.Quel sentirsi voluta .amata,agognata.Quel sentirsi cosi' tanto anelato.Quell'espressione da bestiola in selvatica cattività dentro guaiti languidi.Come alti guai.Non è vero che quest'amore difficile gli altri non lo comprendono.Che non sentono il rumore di tutto il male covato dentro.Che barattavi coi baratri tra il sangue e la saliva
Non è vero
che c'è distanza.Una terribile voragine.Che ha divorato quel passato cosi' crudo ,crudele e cruento.Cosi' importante.Non è vero che è giusto cosi'.Perchè cosi' no,non è.Anche se lo pensi mentre ingoi le lacrime infantili e tiri su col naso proprio come i bambini.Forse hai solo freddo dentro.
Non è vero che nessuno può o vuole scaldarti.
Non è vero che sei inadeguata e ti sei smarrita.
Non è vero che è stato tutto un terribile aborto innaturale e nefasto.
Non è vero che fuggire servirebbe.
Non è vero che odi quella cosa che tanto somiglia ad uno specchio a testa in giù e rivolto a destra.
Non è vero che sei sola.
Non è vero che sei forte.
Non è vero che la notte non hai paura quando tutti i tuoi fantasmi ti si coricano addosso.
Non è vero che non t'importa.Non è vero che non è più importante.Non è vero che non lo è mai stato.
Non è vero che accetti che tutto questo svanisca cosi'
.Non è vero che stai ferma inerte a subire quest'acquazzone sulle tue quieti fiammeggianti.
Non è vero che non lo sa nessuno.Ma nemmeno che lo sanno tutti.
Non è vero che lavi i denti e lavi via il rancore.Non è vero che sciaqui la bocca e sciaqui i ricordi.
E li tiri fuori limpidi e innocenti.
Non è vero
che non ti succede più.Perchè hai ancora addosso quella costante sensazione di precipitare.Ed hai paura.E vorresti fermarti.Ma poi ti accorgi che no,non precipiti.Sei ferma.Spaventosamente immobile.E quel cadere giù cominci a bramarlo.L'eutanasia del male.Buttami giù per vedere se volo.
Non è vero che dopo la pioggia il sole asciuga sempre le ferite delle strade.Gonfie d'acqua livida.
Ma non è vero neppure che è impossibile ciò accada.
E non è vero soprattutto che non te lo meriti.
Chissà se ti ricordi.Il letto.La febbre.Il dolore.Fisico.E quello più forte e lancinante che del corpo non è ma anche sul corpo si accanisce.
Chissà se ti ricordi.La festa.Gli altri.Di là.Distanti.Discorsi.
Chissà se ti ricordi quegli occhi spaventosi e dolcissimi.Quell'ansimante richiesta.Sviscerale.
"Raccontami una favola.Fallo per me"
Non è vero che sei sbagliata siamo tutti un pò più infelici...
Dimentichiamo sempre tanto.Quasi mai ciò che vorremmo.Troppo spesso ciò che non vorremmo.Ma no,non ho scordato questo posto.Non potrei mai.Avrei troppe cose da dire.C'è troppo.Ma dire troppo è un pò come dire poco.C'è sempre tutto e nulla.E' un troppo che è soggetto a mille soggezioni e continuamente si trasmuta.Non fa in tempo il mio pensiero,cosi' debole,cosi' poco affidabile,ad afferarne i contorni ,a figurarsene la cornice che già il quadro passa.E tutto continua.Incessante.Ma qualcosa si fissa.Forse
Poniamo che sembrasse un baratro.Uno di quelli da cui non ti rialzi.Non perchè tu non possa.Ma semplicemente perchè rialzarsi non avrebbe senso.Perchè tentare ancora di volare se non c'è più il cielo in cui farlo? Poniamo che talvolta accada.Si,talvolta accade.Accade che da premesse nefaste si dipanino inattesi sviluppi.Che da terreni aridi e brulli fioriscano,contro ogni previsione,magnifici fiori.Poniamo che però una ed una sola rosa si desiderasse.Non apparirebbe anche la più amena distesa di giunchiglie dorate una serie di testoline decapitate? Solo crisantemi invece di biondo grano.Aveva occhi troppo grandi.O era solo poco l'orizzonte da fissare.Ma,trasfigurato dal sentimento,appariva sconfinato.Aveva ragione? Quando? Errava allora,erra adesso,non ha mai cessato di errare o mai iniziato a farlo? Se si attribuisce la medesima categoria di pensiero a contenuti tanto dissimili come si fa a stabilire con certezza dove stia il torto? Ammesso che in un qualche strano modo di torto si possa parlare.Di sbaglio.O di abbaglio.Avrà cessato di accecare? E se non mirava a confondere i sensi quella luce ma era un sano bagliore senza giochi distorti? La mia dolce e tremenda aporia.Dove le vele approdano con la serenità con cui si approda contro un muro di scogli a strapiombo sul mare.I lupi sbranano il cervo.Lo fanno in ogni luce mattutina senza ombre proiettate.La mia tenera e feroce antinomia.In questo gioco di paradossi intreccia la lingua se vuoi.Ma non farlo senza la mia.Lègami di legàmi.Sciogli i nodi dentro l'anima.Che ho stretto per farci male.Corrompi i silenzi troppo squillanti e i grigi troppo accesi.In questo bianco tedio.Trafitto come cuore che si contrae.Rilassa.Che non batte ma assorda.Bucato si vendica.E perfora.La linea intermmittente della mia mano sinistra.Pulsa.Solo la testa.Imbottita di monumenti.Di statue come fustini del detersivo.Di quadri sottovuoto.Di chiese e palazzi ricoperti da pellicola.Voglio serbare il ricordo di ogni singolo dettaglio.Non voglio smarrire nulla del mio cammino mentre questo cammino lo percorro.Non voglio scordare nulla.Non voglio che nessuno dimentichi nulla di me.Forse detesto solo smarrire.Gli oggetti,i momenti,le persone.
La noia è della vita non vedere i profumi,non respirarne i colori,non toccarne i suoni.Ora delicati,ora decisi,ora cupi,ora brillanti,ora melodiosi,ora stridenti.Il tedio è non vedere,respirare,toccare ed avere dentro la dolorosa consapevolezza che tutto ciò esiste.Eccome.La conoscenza l'abbiamo cresciuta dentro.Come una pianta.Carnivora.Che ha divorato il filo per ricucire le palpebre.C'erano fiori di campo.Unicamente indistinti.Dove celebrare Amori sacri.Altalene per dondolare speranze ed inchiodare alle catene a maglie strette della tua attenzione gli altri.I terzi.E tu sei seconda.Come Nemesi.Ma eri stata provinata per interpretar Cinzia.Abbiamo sublimato ghiaccioli.E poi brinato.Per usare le scaglie come fioretti.Incidere e promettere.Hai inferto con il ferro ferite lievi.Da curare a limone e frutti di bosco.Hai permesso di acquisire guarigioni con acqua di rose.L'ora delle fragole è sempre benevola e fa scorrere gli attimi in torrenti di miele caldo.C'era un cappello vuoto.Lo hai riempito.Dei cardi dei rancori che la vita mischia alle spine.Nei rovi dentro te.Delle ciliegie in cespugli segreti segregati in giardini fantasma.Contro gli artigli delle fiere del bosco.Di quel quadrifoglio.Che è un'anomalia.Una strana e splendida e diversa e particolare anomalia.Volevi partorire fiocchi con cui adornare le coccarde per nascite di figli altrui.Perchè c'è sempre bisogno di un annuncio.Una condivisione della buona nuova.Una conferma e riconferma.Una comprova.Sinestesia.Senti quanto amore in questo calice? Che palpita in un giorno turchese e stilla vita.E scaglia non già sassi.Ma petali di una sinfonia forse riuscita.Di questa corolla.Che è il nostro modello esplicativo.Che vorremmo anche predittivo.Ma.Illudersi di davvero costruire è in fondo inutile.Se non si ha l'assoluta certezza che le fondamenta saranno funzionali anche ai piani più alti.Chè non siano traballanti.Utili a quelli finiti per ultimi.Ai più distanti.A te forse.Ma più vicini al cielo.
In soffitta c'era un vestito da sposa.Splendeva di stoffa.Lo abbiamo usato come punto di luce su cui riversare tutto il buio di incubi popolati da figure soavi e terribili.Le tenebre del baratro della coscienza.Era bianco.Lo abbiamo usato come foglio su cui sfogare il rumore nero.Come inchiostro.Che ha trasformato ghirigori in una splendida sinfonia.Non smettere di cantare.A volte il destino ha buone intenzioni.Ma sbaglia tono e prende la nota troppo acuta.E ci sono overture e requiem.E in mezzo ci sono stralci di brani che passano di bocca in bocca che respirano infinità di respiri e ascoltano infinità di lingue.Sei soffitta e sei cantina e palcoscenico.Sei inizio,conclusione ed intermezzo.
Odio il passato.Il passato degli altri.Quando non mi appartiene.Perchè oggettivamente non c'ero.Perchè oggettivamente c'ero ma il soggetto non la pensava uguale.Odio il passato.Il passato degli altri.Quando mi appartiene.I tempi storici ti confinano nell'irrealtà.Come immagine evanescente su una copertina patinata e fa un male atroce se sei invece quanto mai reale,concreta e tangibile.Odio il passato.Il mio.Quando mi appartiene.Nel bene e nel male.Per ciò che vorrei rivivere e ciò che vorrei non aver mai vissuto.Odio il passato.Quando non mi appartiene.L'ho sceneggiato.Ma ho dimenticato di recitarlo.L'ho girato ma ho scartato la mia parte.O l'ho tagliata nel montaggio.O non è mai esistita.Ho preso una sostituta per restare a guardare.Una bambola con gli occhi grandi come finestre rinchiusa dentro vetrine contro l'indifferente volgarità del mondo.Non sempre passato e vissuto coincidono.Quasi mai vissuto ed esperienza coincidono.Di rado ricordi di un passato e passato vissuto coincidono.La memoria trasfigura la realtà.Inasprisce ed edulcora.Dovrebbe esistere un tempismo universale.Per finire ed iniziare.E per scegliere con chi farlo.Iniziare.Finire.Ricominciare.Chissa com'è essere una rinascita.
Cercavo di spiegarmi.Che io non porto orologi.Lo spiego allo specchio.Che è intimamente guasto.Perchè mi ha gridato muto che non ci sono soglie da varcare.Mondi capovolti da esplorare.E' irrimediabilmente rotto.Perchè si ostina a riflettere la realtà per com'è.E non per come dovrebbe essere.E lo fa senza sentirne il male.Brilla ed è fragile.E più brilla e più è fragile.Desisto.Dal volervi vedere qualcosa che non c'è.Ma non mi arrendo.Non smetto di tentare di scorgervi qualcosa che sarà.Perchè io al "sarà" ci credo.Anche se.Non so con che logica il sarà sarà.Non posso razionalmente investigare tutti gli elementi irrazionali che mineranno alla mia razionalità ed alla mia irrazionalità.E se il passato è la chiave per aprirlo questo futuro la serratura è tanto labile da spalancarsi prima di quanto immaginassi.Non è che il futuro non sia dei cinici.Perchè non ripongono in esso fiducia.O non sia dei romantici.Perchè ne ripongono troppa.Il futuro non è.Di nessuno.Prendilo se vuoi.Nascondilo tra le pieghe vive,i solchi a fior di pelle.Tra questa libertà viziata in respiri affannosi.Lascialo li'.In fondo.Cosi' che quando sarà il momento potrò scrutarti.E guardare il mio futuro passare lento.E scorrere incredibile negli occhi tuoi.
Con orgoglio,spirito stoico,fatica,consapevolezza e sorpresa... Dentro "il ciclo dei corsi e ricorsi"
Quella eccitantissima perversione di vita come rugiada nel fondo dei brividi .A strapiombo sul mare come a volo d'uccello contro un campo minato .Hai ascoltato il "rumore di fondo".Dell'universo .Di ogni uomo .Il battito del cuore .Il bacio mordace della coscienza . Segni di denti che spogliano il cuore dagli incubi .Un pensiero latente .Un amore deluso . La morgana di un dolce dramma bucolico ha ammaliato senza filtri questa guerra giocattolo .Con la luce accecante di questi occhi d'acciaio .Sarà un amplesso affamato .Ma generoso .Il velo bianco che sfonda il cuore .E polvere che lo addormenta .Per sentirlo morire sopra di te .Non ti stava bene quel vestito di graffi e lividi vedevi color polvere e ti sentivi fragile .In attesa mano nella mano con te stessa di una nuova sfumatura che ti liberasse .C'è immoralità nella banalità ma nessuna dolcezza nell'unicità .Facevi a pezzi l'anima ed estirpavi questa patologia .Il gioco sfugge sempre il tempo reale seziona le ore e le ricompone con nastri e fiocchetti,le sviscera,analizza e ci ricama su città fantastiche che vedi solo dentro palpebre cucite. I segreti dentro le serrande chiuse e l'innocenza dietro cancelli.
Questa parte di te dolce che respiri più forte .In sogni rincorsi e custoditi dentro albe umide .Nelle tue labbra dischiuse .Con foglie tenere e piccoli fiori carminio .E viali alberati color lavanda e occhi cerulei e labbra lucide di sapori sconosciuti .E fantasie decorate di righe e di zigzag .E sottili strisce bianche .Come linee .Che prendono toni nuovi nel groviglio monocorde .Confini .In questa notte che giganteggia come terra di frontiera .In questo giorno che ci accoglie in trincee di baci di spine .L'amarezza è ricoperta di confetti di zucchero di mille colori .Hai dipinto mari porpora come il vino e orizzonti dorati .Rappresentiamo quello che c'è per alludere a qualcosa che non c'è .Questo uragano che minaccia tempesta ha un fulcro cullato da un caldo vuoto .Un inferno rosa di stelle filanti e coriandoli. C'è una piccola nidiata di rondini argento in questo cuore pop .E tutti gli spazi vuoti li hai investiti di vernice .Volevi ferire con parole affilate .E rivoltare l'apice appuntito dentro silenzi colmi di ferite .Ma l'unica punta che hai voluto è stata quella dei pennelli .E se il mondo è sbagliato ne dipingerai uno nuovo . Vuoi l'ottavo colore dell'arcobaleno.
L'amore talvolta è un coltello a doppia lama .L'importante è che non abbia manico .E' tutta questione di tagli .Quel graffio al cuore che non vuoi si rimargini .Ho avuto la sensazione .Di allevare cuccioli di sogni non miei .Di bere avida sguardi non diretti a me .Di deviare traiettorie .Di spiare vite .Di vendere dolore come panetti di burro .Di giocare su travi ballerine .Avrei bevuto forse qualsiasi calice .Avrei leccato bordi di zucchero di farmaci avvelenati .Ma la giostra della vita è piena di ruote panoramiche decorate di baci .E se i fulmini preferiscono colpire gli arbusti ci sono anche querce grondanti dalla corteccia miele .Non sono facile .Da interpretare .Da vivere .Tanto meno da amare .Non sono chiara .Non sono limpida .Non sono semplice .Ma per essere fino in fondo me a volte ho bisogno di farmi un po’ di male .A volte solo a furia di cicatrici ritrovi la tua pelle .Faccio la Sibilla ma solo nei finesettimana . Non ho idea di come andrà a finire .Né mi cruccio di saperlo .Sai? Non mi importa .Non sarebbe un funesto presagio futuro a farmi desistere .Sto qui sotto questa pioggia che gocciola di promesse e di progetti . Lo avevo detto .Mi sarebbe entrato dentro .A tratti temevo ancora come una ferita .E forse ad una cicatrice tutta mia neppure avevo diritto .Invece è entrato dentro come un meraviglioso spiraglio .Ed ha lasciato passare quanto di bello e puro c'è li fuori lasciando chiusi i portoncini dipinti al dolore .Ha cullato questa perla d'anima su un molle e lieve cuore di seta rosa con un flutto leggero .Ha riempito questo cielo blu di voli d'angelo .E non ha mai nulla di ideale .Ma ha sempre qualcosa di sublime .Sognando di specchiarsi senza remore .Ed avere accanto qualcuno che scruti i nostri occhi alla ricerca del nostro riflesso .E fin dentro l'anima specchi e ancora specchi sul cielo .Verso quell'infinito a cui solo i sentimenti sinceri hanno libero accesso.
E se la dolcezza è un crimine ultimamente ho proprio l'attitudine da serial killer.
E se dei baci si può perdere il conto ci sono pericolosamente e meravigliosamente vicina.
E se cosa c'è al di là delle stelle nessuno lo sa io voglio restare a spiare il mio di cielo stellato.
Sotto questo velo di tenebra come onice picchiettato di mille luci che veglia gli amori degli uomini.
Scrivo con un bel sottofondo musicale.Come la colonna sonora di un film.Con la musica che dalle orecchie si propaga in tutto il corpo.Come le emozioni.E prima che te ne renda veramente conto ne sei pervasa.Scrivo sotto lo sguardo sognante della principessina latte e miele con le ali trasparenti e lo strabismo di venere.Perchè forse la ballerina era troppo decisa.E scrivo in questo ininterrotto alternarsi.Se guardo nella mia sfera da futurizzazioni a breve termine vedo un'infinità di cambiamenti.Ed io per prima forse sono diversa.E forse non mi succedeva da tempo.Scrivo nel baule di drappi di stoffa.Nelle biche di"di tutto un po’".I motti da lolita.Gli strascichi e gli inizi.Ho ancora un po’ di qualcosa.E non voglio averne più nemmeno un briciolo.Ho molto di altro.E voglio avere tutto.Ho reazioni emotive non indifferenti e freddo raziocinio.Ho un gran bisogno di far chiarezza.E cerco di farli trasparire.La chiarezza.E il bisogno.Farli trasparire dalla mia trasparenza.Di veli.la limpida cristallina realtà.E la necessità.Di essa.E di un milione di altre cose.Ho creato una gamma.Di colori ovvio.Dal blu pavone al ceruleo.E in mezzo c'era tutto il pervinca del maglione di un giorno speciale.E l'azzurro terso di mattini di primavera stagliati incoscienti su prati di girasoli.Ho trovato un ottica.Una visione.E ho capito quanto certe cose siano al tempo stesso una dote e un difetto in più.Il mio angolo di paradiso infernale.Il mio roseto.Pieno zeppo di spine.E grondante di lacrime di rugiada e profumo da rubare sulle labbra dei fiori.Mi alleno.Medea dice che gli uomini,purtroppo,non si saggiano come l'oro con il fuoco.E io metto a punto la mia fiamma.Alterno i XXX da damina ottocentesca ai mille basia di Catullo.E c'è sempre vento ma c'è anche tanto sole.E i gradini sono freddi ma i muri caldi.E ci sono ricordi di un passato che non può essere lavato via.E speranze di un futuro che chiede di non essere diluito in sogni sterili.La teoria deve risolversi nella prassi.Sennò la fantasia prende tutto.E ruba il terreno alla realtà.Bisogna dire "che sogno stupendo" con lo sguardo rivolto alla propria quotidianità.C'è chi ti da la sua vita.Perchè ha scritto negli occhi che non sa che farsene.E si vuole buttare via.Chiede disperatamente di non occuparsene.C'è chi della sua vita ti fa dono.Come uno splendido regalo.E aspettate insieme la vigilia per scartarlo.Lo preservate con tutti i nastri per il momento giusto.E ti chiede di condividerla.Di imparare insieme ogni giorno a viverla.Perchè la vita la si castiga sempre e solo vivendola.E ogni mattina mi sveglio.E apro le persiane.E penso.Al senso che una mattina può avere per ognuno.A chi quella notte ha bagnato il cuscino di lacrime.A chi le lacrime le piangeva per mestizia.Ed al motivo per cui possa averle versate.A chi le ha versate di gioia.E quel giorno magari sorride.E si sente felice.E non sa il perché.O forse semplicemente non se lo chiede.Perchè non conta.Si chiede solo come.Come possa esistere tanta felicità.E si chiede un altro come.Come quella fonte di tanta letizia sia giunta a lui.E forse è grato.Ma forse è attanagliato da mille paure.Forse di perderla.Anche.A chi quel giorno trascina ancora un'esistenza monotona.A chi quel giorno la ruota della routine troverà il coraggio di farla ruotare.A chi quel giorno pensa ad un passato.E a chi quel giorno pensa ad un prossimo.A chi quel giorno pensa solo ad un presente.A chi quel giorno chiude.E a chi si apre.A chi si lascia.E rimane con un'addio come chiodo che fa un male atroce.E a chi quel giorno dice "per tutta la vita".E invece di dire mai più dice sempre.Agli amori crocifissi ad un cambiamento che non può avvenire.Ed a quelli che crocifiggere nel letto è solo sublime.A storie perfettamente imperfette.Ed a quelle imperfettamente perfette.A mulini e staccionate bianche.A portoncini dipinti.A baci del buongiorno.Dati,ricevuti,solo sperati.Penso a pensieri.Di cose che per quanto ti sforzi di pensare. ..pensare non puoi.E allora vivi.Invece che guardarti vivere.Perchè la ragione inanellandosi su se stessa corrode l'azione.E disancora dall'esistenza.Quell'esile vascello che è l'anima.
E tutti i sentimenti incastonati.Nell'anima tua.E il cuore come scheggia.Tra il respiro.E tutto quello che sei.Che corre.Barcolla.Riprende
25 cose random su di me.Tipo flusso di coscienza immagino.Tipo devasto emotivo presumo.Tipo "raccontami-di-te" deduco.Gentilmente offerto(mi)(ci)(vi) da http://shadowsofmyheart.splinder.com/
L'idea del futuro come opportunità,possibilità spesso mi culla.L'idea del futuro come inevitabile necessità talvolta mi atterisce.
Ho un rapporto controverso con il cibo,gli uomini,i miei capelli,il sonno ,i sogni e la mia visione distorta di me e della realtà.
Ho le ginocchia di una reduce del Vietnam.Anni addietro tutti i marciapiedi della città hanno fatto la conoscienza delle mie gambe.
Soffro terribilmente il freddo.Atmosferico ed emotivo.
Ho il senso dell'orientamento di un criceto.Anzi no.Io riuscirei a perdermi perfino nella ruota.
Sono la cinica più romantica del mondo.Mi commuove la genuinità dei gesti d'affetto.
Ho la mania del controllo.Credo derivi da questo la mia lieve claustrofobia.
Ho il vizio di scrivere il mio nome dappertutto
Vorrei svegliarmi tutte le mattine alle nove con l'odore del caffè,mani fredde sul mio viso e un bacio sentito.
Guardo alla mia vita come ad un film.Tipo surrogato del "the truman show".Ho il vizio di ricostruire sempre i dialoghi.Gli attori mi paion spesso incompetenti.Ed io ci tengo alla mia sceneggiatura!
Nutro l'insana speranza di scrivere.Un giorno.Qualcosa.Magari la lista della spesa.Cosi' vien comprato ciò che voglio.Magari un gran romanzo.Cosi' potrò sfoggiare il mio bel discorso a cui sto lavorando.Per il ritiro del Nobel.Ovvio.
La mia più grande paura è che le persone che amo soffrano.E che io possa perderle.
Ho una fifa blu di invecchiare.Della morte come oblio.Di vivere in modo mediocre.Di me stessa.
Adoro gli alberi di ciliegio,le camelie e i fiori di pesco.
Ho un sacco di pregiudizi nei confronti delle bionde.Tranne che verso una versione bionda di me.
A proposito di capelli quando sono nervosa li arriccio.Mandando allegramente all'aria la piega.Ingurgito litri di gloss mordendo le labbra.E spezzo le unghia.
Odio il venerdi' 17.E quando il calendario si fa befferdo mi vesto di viola.
Divoro le cose belle.I libri.Gli sguardi stellati.Le parole preziose.
Comprendo la terra di rancore.Ma ammiro chi vi pianta su gigli e tulipani.
Guardo i film di paura.Nelle notti d'estate.Da sola.Indifesamente...coraggiosa!
Do i nomi agli oggetti.Cuscini.Peluche.Matite.
Quando le cifre dell'orologio sono uguali bisogna esprimere un desiderio.Come le 22,22.Esistono diverse varianti del gioco.E io ne sono un'esperta!
Credo nell'Amore.Quello in cui oltre ad amare l'altro ami quello che sei tu quando stai con lui.
Voglio vivere al centro di città.In un attico.Col rumore del traffico sotto un cielo stellato.(Blu pavone).Col cane sul divano.E la moto in garage.Serena.Anzi no.Proprio Felice.
Porto a termine ciò che inizio.Nei limiti del (im)possibile.E nel miglior modo di cui sono capace.
Avrei potuto scrivere altre 25.000 cose.Magari "migliori".Ma cos'è..migliore? Questo è mio.Spontaneo.Nel mio teatrino di fiaba danza la ballerina Kaos.